Mercoledì 13 Dicembre 2017
   
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sicurezza: nuove soluzioni dall'asfalto

 

Superfici d'asfalto: nuove soluzioni in materia di sicurezza 

I fattori correlati alla sicurezza stradale sono tantissimi e non tutti sono "nella" strada, alcuni stanno "sopra" di essa: come la buona qualità dei pneumatici, l'efficienza del veicolo, e soprattutto le buone condizioni psicofisiche di chi è al volante - sempre che dedichi tutte le sue capacità alla guida, e non anche a telefonare, lavorare, litigare, ecc. - altri fattori di sicurezza o insicurezza sono ai lati della strada, come la segnaletica più o meno chiara, comprensibile o confusa, i guard-rail o la presenza ravvicinata di platani, pali della luce, muri, ostacoli di ogni genere, ecc.
Insomma, la superficie stradale non è l'unico fattore che conta, ma è evidente che essa deve fare la sua parte e se possibile migliorare le sue prestazioni. Proprio quello che fanno le superfici d'asfalto.

Strade pericolose: in caso di incidente deve risarcire il gestore

rappezziGiro di vite della corte di Cassazione contro gli enti di gestione delle strade: sono tenuti a evitare insidie e rischi occulti per gli automobilisti e a rispondere dei danni per sinistri dovuti a loro negligenze.
Se una strada è poco sicura per gli automobilisti, spesso è la società di gestione a dover rispondere dei danni.
Se in superstrada un guardrail difettoso cede all'impatto con un'auto causando un incidente mortale il responsabile della manutenzione stradale sarà considerato colpevole di omicidio colposo.
L'ha stabilito la Corte di Cassazione in una recente pronuncia, la sentenza 48216/2012.

Emerge così un orientamento meno permissivo rispetto alle  negligenze degli enti proprietari.
Le società sono custodi delle strade e devono garantirne la sicurezza: lo stesso vale per ruote o altri oggetti abbandonati sull’asfalto che provocano infortuni.

 

 

Le strade perpetue

Lo sapevate che ora si possono fare pavimentazioni asfaltiche capaci di durare oltre 50 o 75 anni?
Vengono chiamate “pavimentazioni perpetue” e sono state studiate soprattutto in America a partire da questo millennio.
Sarà solo necessario, ogni 15-20 anni, risistemare il sottile strato superficiale di 3-4 cm. Tutto il resto non dovrà essere toccato.
L’idea di una pavimentazione che possa durare pressoché indefinitamente non è nuova: pensiamo alle strade romane, che ancora possiamo osservare in molte zone dell’Europa.
Belle strade durevole sono state fatte anche nel secolo scorso, basandosi sull’esperienza empirica dei costruttori e sull’uso di buoni materiali.Ora però l’approccio è diverso e più scientifico, così che nulla è lasciato al caso: sono stati predisposti modelli di calcolo e sperimentali, poi validati in campo negli ultimi 20 anni. Si è così ben fissato la struttura del manto stradale e il suo spessore, senza possibilità di errore.
Le strade perpetue si stanno diffondendo non solo in America, ma anche in Cina e in altri Paesi.
Quando fra 75 o 100 anni, forse, sarà necessario rifare la pavimentazione, niente paura: l’asfalto è tutto e facilmente riciclabile per essere usato altri 100 anni!

 

Strade di Cornovaglia

A dicembre (e non solo) in Cornovaglia normalmente piove e il cielo è scuro di nubi, pur essendo il clima non sempre freddo come ci si aspetterebbe.

Le strade ricche di curve e di saliscendi sono strette e senza fossi ai lati, spesso chiuse tra due argini di verde. Tutte hanno al centro la loro brava riga bianca in cui sono inseriti i cosiddetti “cat eyes” (occhi di gatto) e cioè degli speciali catarifrangenti che rendono molto più sicura la guida in condizioni di scarsa luminosità; spesso essi sono posizionati anche sui lati della strada.

Le condizioni delle strade, pur se secondarie, sono molte buone: non si vedono né buche né le classiche pelle di coccodrillo, causate da cedimenti degli strati inferiori.

Come mai da noi, invece, con un tempo molto meno piovoso e più clemente in genere, ci sono le buche e i cedimenti? Forse è la carenza di manutenzione o forse, talvolta, la discutibile esecuzione dei lavori; le gare al massimo ribasso e la successiva mancanza di controlli forse generano anche questo.

 

Strade e infrastrutture penalizzano lo sviluppo in Italia

Ci sono troppe auto e si va troppo piano, alla stessa velocità del‘700. Il costo a chilometro in Italia non è in media con il resto d’Europa. Le opere incompiute valgono 31 miliardi. Con un parco veicoli circolante di 41,4 milioni di unità l’Italia ha un record mondiale ed europeo per densità in rapporto alla propria rete stradale. L’aumento, rispetto al 1970, è statodel 271%, a fronte di una crescita dell’intera rete stradale del Paese del 34%. Si è dunque passati da 81 a 225 veicoli per ogni km di strada disponibile. Sul fronte infrastrutturale, l’Italia ha una densità autostradale di 2,2 km ogni 100 km2 rispetto a 5,5 di Olanda, Belgio e Lussemburgo, 3,6 della Spagna e 2,7 della Germania. La velocità media attuale nei maggiori centri urbani italiani ricorda da vicino quella raggiunta alla fine del ‘700: oscilla intorno ai 15 km/h e scende fino a 7-8 km/h nelle ore di punta. I dati, desolanti, sono stati pubblicati dall’ufficio studi di Confcommercio sul Libro Bianco sui Trasporti e le Infrastrutture.

 

Di sicuro la superficie stradale deve...

Offrire aderenza

Quanto l'aderenza sia indispensabile alla guida dovrebbe essere chiaro a tutti. Ma bisogna avere frenato sul ghiaccio e visto l'ostacolo che continua a venirti incontro indisturbato, per essere davvero consapevoli del meraviglioso dono dell'aderenza, che di solito ci è dato dalle nostre strade, garantendoci tenuta e traiettorie corrette anche in curva e spazi di frenata sufficientemente ridotti.
L'aderenza dipende dall'attrito tra pneumatico e strada, quindi dalla scabrosità di questa, in particolare dalla tessitura superficiale e dalle microasperità presenti sulle superfici degli inerti impiegati nel conglomerato, che "si conficcano" nella gomma. Non a caso per gli strati di asfalto a contatto con i pneumatici, i pietrischi devono essere duri, resistenti, e non levigabili.

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E deve anche...

Fare il suo dovere anche quando piove

L'aderenza si riduce sul bagnato. Anche quando piove, vorremmo tutti che bastasse la patente normale. A volte, invece, almeno a giudicare dalla superficie su cui si muove la nostra auto e da schizzi e scie create dal suo movimento, sembrerebbe indispensabile avere almeno la patente nautica. In casi estremi come questi la superficie stradale può fare ovviamente poco e crediamo anche che venga a tutti naturale moderare e adeguare la velocità. Ma se piove appena un po' di meno, almeno quanto basta per vedere ogni tanto anche la strada, può darsi che qualcuno azzardi velocità normali o sostenute, confidando su buona visibilità e buona aderenza, spesso invece assai a rischio quando piove, su tutte le pavimentazioni non drenanti per i noti fenomeni detti "Splash & Spray" e "aquaplaning".

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E le buche? Perché ci sono?

La strada non sarebbe più sicura senza?
Certo, e volendo noi sapremmo anche evitarle o, se necessario, riempirle!
Le buche rappresentano senz'altro un grave problema per la sicurezza di tutti, dai pedoni agli automobilisti, ma in particolare per ciclisti e motociclisti ai quali possono provocare rovinose cadute, anche con gravi conseguenze, o costringerli a repentini cambi di traiettoria che nel traffico possono risultare altrettanto pericolosi. Ma perché si formano? Certamente non si può dare la colpa delle buche sempre e solo alle piogge e all'inverno inclemente. E’ una questione di cultura tecnica e di corretto approccio al problema. Le buche non si devono formare! Se ciò avviene è evidente che qualche cosa non funziona come dovrebbe!
Purtroppo sembra che alle buche ci siamo tutti stranamente abituati. Diamo ormai le buche per scontate e non ci indigniamo come invece dovremmo e come fanno i turisti che giungono in Italia da altri paesi dove, come sappiamo, le buche sono eccezioni e non la norma, anche con condizioni climatiche ben più rigide e severe delle nostre.
3 a Forse la prima ragione delle buche nostrane sta proprio nella "abitudine"
Le buche sono probabilmente un dato storico: ci sono sempre state. Certamente qualcuno avrà progettato o lavorato male e qualcun'altro non avrà fatto i dovuti controlli su materiali e lavori, o la necessaria manutenzione. Poi pioggia e neve avranno peggiorato le cose.
Ma forse c'é anche un'altra e più semplice ragione: da 60 anni a questa parte i trasporti su ruota sono cresciuti esponenzialmente, sia come numero di veicoli in circolazione, che come carichi e velocità media, sottoponendo quindi le strade e l'asfalto a sollecitazioni sempre crescenti, certamente più di quanto la pur parallela evoluzione dei manti stradali non potesse in passato sopportare. Anche le migliori pavimentazioni in pietra dei nostri centri storici hanno del resto resistito a secoli di carri e cavalli per poi cedere rovinosamente sotto il peso e i frequenti passaggi di camion e bus. Esiste, quindi, una ragione storica che spiega le buche del passato e la nostra consolidata abitudine ad esse. Ma oggi?
3 b
La buona notizia: oggi le tecnologie danno alle strade più portanza e resistenza.
La cattiva notizia: quelle tecnologie non vincono le gare.
Oggi esistono fondi e manti di asfalto enormemente più resistenti che per la maggiore portanza, ovvero capacità di sopportare carichi superiori, evitano fessurazioni, ormaiamenti, rotture e quindi anche buche. Però, ovviamente, bisogna che anche le Amministrazioni non siano troppo abitudinarie e applichino queste nuove tecnologie, invece di comperare quelle coi "buchi a tempo" compresi nel prezzo. È poi necessario che svolgano le opportune azioni di controllo sui lavori e pianifichino una adeguata manutenzione preventiva, per evitare che primi eventuali piccoli cedimenti inneschino danni più gravi, col tempo difficilmente riparabili se non con il totale rifacimento.
Chiaro poi che certe soluzioni possono costare più di altre, ma occorre valutare anche la maggiore durata che ottengo e che può parallelamente compensare il prezzo più elevato. Se ad esempio una tecnologia nuova dura il triplo di quella abituale, anche se ora mi costa il doppio è già un risparmio. Se poi magari evita "un incidente mortale e due gambe rotte" è un bel guadagno!
Invece qui in Italia si fanno gare che dell'asfalto comperano solo "il prezzo", premiando sempre quello minimo, e solo assai raramente ricercano e comprano le sue migliori qualità.
Una modalità di scelta che alla fine non offre neppure reali economie, figuriamoci se può offrire sicurezza.
E ancora in termini di razionalità ed economicità, osserviamo che sarebbe poi utile se chi programma la manutenzione ordinaria di fogne e reti sotterranee come acqua, elettricità, gas, fognature, ecc. si coordinasse ai programmi di manutenzione della superficie stradale, in modo che fossero questi ultimi a chiudere la serie e la strada e non, viceversa, gli altri a riaprirla immediatamente. Giusto per evitare di rompere dopo pochi giorni quel manto stradale nuovo che avrebbe potuto durare qualche anno. Come invece capita, e anche spesso!
3 c  Le buche che non dovrebbero esserci, quando ci sono, riempiamole!
Le toppe non sono mai belle, certo, ma in questo caso sono senz'altro meglio del buco. Esistono a tal scopo diverse tipologie di conglomerato a freddo, confezionato in sacchi, o applicato con apposita macchina “tappabuche” che possono riempire la buca evitando così che il primo skateboard di passaggio vi sparisca dentro.
I più avanzati di questi prodotti impiegano bitume modificato ad alte prestazioni e consentono tempi di lavoro ridottissimi, applicandosi anche con la buca piena d'acqua, senza bisogno di pulizia prima e di compressione poi, perché questo conglomerato non attacca ai pneumatici. Piuttosto facile vero?
Se le buche non vi piacciono, quindi, non vi ci abituate! Chiedete a chi di dovere di non farci l'abitudine neanche lui, e di pensare piuttosto ad evitare che si formino e comunque, eventualmente, a richiuderle bene e al più presto.
La strada non sarebbe più sicura senza? Certo, e volendo noi sapremmo anche evitarle o, se necessario, riempirle!

buche
Le buche rappresentano senz'altro un grave problema per la sicurezza di tutti, dai pedoni agli automobilisti, ma in particolare per ciclisti e motociclisti ai quali possono provocare rovinose cadute, anche con gravi conseguenze, o costringerli a repentini cambi di traiettoria che nel traffico possono risultare altrettanto pericolosi.
Ma perché si formano? Certamente non si può dare la colpa delle buche sempre e solo alle piogge e all'inverno inclemente.
E’ una questione di cultura tecnica e di corretto approccio al problema. Le buche non si devono formare! Se ciò avviene è evidente che qualche cosa non funziona come dovrebbe!
Purtroppo sembra che alle buche ci siamo tutti stranamente abituati. Diamo ormai le buche per scontate e non ci indigniamo come invece dovremmo e come fanno i turisti che giungono in Italia da altri paesi dove, come sappiamo, le buche sono eccezioni e non la norma, anche con condizioni climatiche ben più rigide e severe delle nostre.

 

 

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