Venerdì 26 Maggio 2017
   
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Asfalto e Cultura

Unguenti...

Come dicevamo nel precedente articolo, nel 1721 il medico Eirini d'Eyrinis scrisse il saggio Dissertation sur l'asphalte ou ciment natural nel quale venivano ampiamente trattate le proprietà medicinali curative, antiparassitarie, disinfettanti dell'asfalto e dell'olio da esso ricavato. Congelamenti, scabbia, vaiolo ovino, ulcere, punture, tagli, abrasioni delle zampe dei cavalli: insomma, infinite patologie potevano essere in parte trattate con il bitume. Tanto che gli abitanti delle valli tedesche limitrofe alla Val Travers continuarono per molto tempo ad utilizzare l'olio estratto dalle rocce per preparare unguenti, frizioni antireumatiche e altre cure. Anche se in verità una grande efficacia dei medicinali prodotti nel laboratorio di Eirini non è mai stata dimostrata. Il bitume è senz'altro un ottimo materiale da costruzione per le sue ottime proprietà reologiche, la sua stabilità, la sua inerzia, l'assenza di tossicità. Decisamente più ristretto il suo interesse farmacologico poiché l'unico prodotto di largo uso ricavato dal bitume è l'ittiolo, antifiammatorio per acne e psoriasi.
 

Civiltà d'asfalto

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L'asfalto, prodotto di origine naturale, è stato impiegato fin dai tempi più remoti dall'uomo, che ben presto scoprì le sue ccezionali proprietà e cercò il massimo profitto dal suo uso.
Alla scoperta degli usi e delle fonti dell'asfalto, a partire dalla più remota antichità e fino ai giorni nostri, per conoscere meglio un materiale essenziale che ha accompagnato l'uomo in tutte le fasi della sua esistenza.

Il libro "Civiltà d'Asfalto" scritto dal Prof. Carlo Giavarini, volutamente conciso, semplice e chiaro è stato concepito per diffondere la buona immagine dell'asfalto, inteso come materiale di origine naturale, che da sempre ha accompagnato le attività umane.
Le ridotte dimensioni, la concisione dei singoli capitoli e l'abbondanza di figure a colori, tengono desta l'attenzione del lettore. I singoli capitoli sono indipendenti l'uno dall'altro, sempre al fine di facilitare la lettura. Non si tratta quindi di un libro per specialisti, ma di divulgazione per tutti.

Il manuale è acquistabile da questo link.
Per chi ha piacere di leggere in inglese il rimando è invece a questo link.

 

   

... e prosciutti!

Rimaniamo sempre nella Val Travers dove da ormai 80 anni si segue la consolidata tradizione di cuocere il prosciutto nell'asfalto. Ecco perchè ancora oggi al Cafè Des Mines di Treves è possibile gustare un particolare menù a base di prosciutto che è appunto cotto nell'asfalto. E 3500 kili di prosciutto sono quelli che ogni anno vengono venduti e preparati. Un tempo erano gli stessi minatori in occasione della festa di Santa Barbara il 4 novembre a cuocerli, utilizzando le stesse caldaie impiegate per la fusione della roccia asfaltica. Oggi il sistema di cottura e preparazione è più moderno ma si basa sullo stesso principio e segue le stesse regole di imballaggio: il prosciutto viene legato e avvolto con vari strati di carta da macellaio e sacchi. Procedura che permette la formazione – in fase di cottura – all'esterno di uno strato di carta impregnata di bitume, all'interno di un sugo che contiene tutti gli aromi rilasciati dalla carne. Una volta che il prosciutto si è raffreddato, si apre l'involucro con cura, la carne viene affettata e poi riscaldata con il sugo che le conferisce un tipico sapore aromatico.
   

Le miniere della Majella

Silvestro Petrini è colui al quale si deve la scoperta di alcune miniere d'asfalto nelle contrade Manopello e San Valentino. Siamo in Abruzzo, precisamente nel versante oreintale della Majella, ricco di rocce asfaltiche già sfruttate in epoca Romana.

Nel 1844 Petrini impianta una piccola industria dove si estrae bitume e lo si raffina fino a trasformarlo in petrolio. Imprigionato dal governo borbonico, potrà riprendere la sua attività solo dopo l'Unità d'Italia. Il figlio Ruggero progetta e dirige l'impianto presso la borgata Scafa di San Valentino, fortemente voluto dalla fondazione Anglo-Italian Mineral Oil and Bitumen Company costituitasi nel 1837 a Londra.

Usando forni da lui progettati Ruggero Petrini estrae il bitume dalla roccia, impiegando come combustibile il minerale stesso e fa acquistare altre miniere alla società. Nel 1889 L'ingegnere Adolfo Reh mette gli occhi sulle miniere abruzzesi e, dopo aver testato la qualità dell'asfalto della Majella in una pavimentazione di Berlino, acquista tutte le concessioni minerarie in loco. Solo dopo la prima guerra mondiale, L'Italia si riappropierà delle società minerarie, costituendo la SAMA (Società Abruzzese Miniere Asfalti) con azionisiti in maggioranza abruzzesi.

 

   

Oro sull'asfalto

Vi riportiamo una notizia curiosa che ancora una volta guarda da una prospettiva molto particolare e addirittura preziosa il palcoscenico urbano su cui trascorriamo buona parte delle nostre giornate.

L'asfalto è infatti ricco, ricchissimo, almeno quello della Grande Mela, e non solo per il crescente costo del bitume. Lo sa bene e lo racconta Raffi Stepanian che tutti i giorni raccoglie dai marciapiedi di New York grammi di oro e frammenti di pietre preziose. L'area più proficua, quella secondo l'esperto assolutamente da setacciare, gravita intorno alla 47esima strada. Armato di spatola appuntita, pinza, contenitore e un certo quantitativo d'acqua, quest'uomo del Queensland, dopo aver ripulito dal fango il raccolto prelevato dai marciapiedi, si reca in oreficeria per poi portarsi a casa un discreto guadagno. In sei giorni, 819 dollari. Non male, bisogna solo avere molta pazienza, occhio e buone ginocchia, ma ne vale la pena.

   

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