Domenica 20 Maggio 2012
   
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Asfalto e

Questa sezione è dedicata a tutto ciò che è attinente al mondo dell'asfalto, spesso in modo sorprendente. Qui infatti convergono notizie curiose, a volte un pò "scomode", altre volte apparentemente lontane dall'oggetto in questione. A questa parte del sito Buonasfalto è affidata una dimensione più esplorativa, all'interno della quale speriamo possiate trovare spunti di riflessione sulla superficie della contemporaneità. 

Futurismo olandese

Asfalto e Tecnologie

Vi avevamo già parlato di come la tecnologia dell’asfalto offra soluzioni di manutenzione veloci, in grado di ammortizzare i tempi di posa e conseguentemente quelli dei lavori in corso. Immaginate quali vantaggi potrebbe arrecare una strada prodotta in fabbrica, avvolta in rocchetti e srotolabile come un tappeto. Una strada quindi “d’asporto”, che non solo può essere installata e disinstallata in fretta, di notte, senza fermare il traffico, ma che una volta consumata si può riavvolgere e riparare.

 

L’idea arriva dal Ministero dei Trasporti Olandese che, all’interno di un programma avanguardistico ampio e articolato dedicato alle strade del futuro, ha studiato il modo di attaccare questa superficie stradale - comoda e innovativa - con le microonde. Vale lo stesso principio di funzionamento nei forni: le microonde scaldano e sciolgono la parte inferiore del manto stradale facendolo aderire al terreno sottostante.

 

Il programma RttF (Roads to the Future) è particolarmente interessante per l’approccio innovativo e coraggioso con il quale vengono portate avanti idee che arrivano da tutti i possibili collaboratori esterni - commerciali, esperti, utenti delle strade, ecc. - e che, una volta sviluppate, divengono progetti-pilota concreti. Presto ve ne segnaleremo altri.

 

 

 

La strada, verso l’arte: arte parcheggiata e asfalto che scorre

Asfalto e Arte

park art torino

Parliamo di un progetto, già sperimentato all’estero e in diverse città italiane come Milano, Torino, Genova, Firenze, Bologna e molte altre. Il suo nome è Park art e nasce con l’intento di cambiare funzione allo spazio e ricontestualizzarlo. Un pezzo di asfalto normalmente adibito a sosta viene occupato legalmente attraverso il consueto versamento del pedaggio e anziché parcheggiarci l’auto, vi si espongono temporaneamente creazioni artistiche. Da parcheggio a mostra temporanea, una galleria urbana di cui lo stesso asfalto diventa co-protagonista. Un’attività transitoria prende vita, molto diversa da quella dettata dalla mobilità urbana, ma che pur sempre si appoggia allo stesso palcoscenico: l’asfalto.

Un altro modo diverso e inaspettato di guardare e fruire dell’arte ma anche di pensare l’asfalto, infrastruttura che nel caso di Park art trasforma il suo valore d’uso in quello di una galleria d’arte, aperta alla luce del sole e al pubblico dei passanti, e in altri casi viene pensato e trasformato direttamente in strumento capace di disegnare il paesaggio e opera d’arte esso stesso.

È ciò che ha fatto l’artista olandese Henk Hofstra versando 4 mila litri di vernice blu sull’asfalto di una via del centro della città di Drachten, in Olanda. Più di un km di “acqua” che sposa la strada, trasformandola in un fiume che è percorribile esattamente come prima, ma molto più denso di significato. Si perde la distinzione tra naturale e artificiale, la strada oltre alla sua funzione originaria offre emozioni nuove e acquista una dimensione evocativa che rimanda alla vita che scorre.

Park-Art, Torino 2010 
Foto tratta da http://www.facebook.com/pages/I-Park-Art/189748118294

 

   

Città più verdi, naturali e vive grazie al bitume

Asfalto e Sostenibilità

tettoverdeLa città, allargandosi, ha sempre inesorabilmente trasformato il verde in cemento. Una conseguenza finora inevitabile che proprio la possibilità di più sicure impermeabilizzazioni offerta oggi dalle membrane bitume polimero può cancellare, permettendo di ricostruire sul tetto dell'edificio proprio quel verde che l'edificio stesso altrimenti copre e cancella. Tetti e città possono oggi essere naturalmente verdi, come non lo sono mai state fino ad oggi, portando molti altri vantaggi sociali, ambientali ed economici.
Oggi si possono infatti realizzare in tutta sicurezza, anche sulle sommità degli edifici, prati di varie tipologie o anche giardini veri e propri completi di alberi. Infatti per i tetti, i cortili e le pareti di palazzi privati, garages, parcheggi, hotels, aziende e officine, capannoni, centri fieristici, cliniche, impianti sportivi, il verde cosiddetto pensile non ha solo un ruolo estetico e di miglioramento dell’inserimento paesaggistico dell’edificio ma può svolgere importanti funzioni di utilità diretta, anche con precise e quantificabili ricadute economiche. La prima di queste riguarda proprio la membrana, la cui funzione impermeabilizzante e vita utile sono notevolmente prolungate proprio dall'uso sotto uno strato di terra, che pone al riparo da stress termici, radiazioni UV, gelo e altri azioni chimico/fisiche dannose.
   

Come è fatta la membrana bitume polimero

Asfalto e Tecnologie

schema-membranaCome mostra la figura, gli elementi costitutivi delle membrane bitume polimero sono:

1) la finitura della faccia superiore, dalla quale dipendono le caratteristiche di resistenza superficiale del prodotto finito. Può essere costituita da scaglie di ardesia (anche colorate), talco, sabbia, tessuto non tessuto in propilene, film di polietilene.

2) la mescola, ovvero la parte impermeabile della membrana costituita da una miscela di vari componenti: bitume distillato, polimeri elastomerici e/o plastomerici, additivi, tutti in percentuali variabile a seconda delle caratteristiche e dalle scelte dei produttori.
Mediamente, il 40-70% della mescola è costituita da bitume, la restante parte da polimeri e additivi.

3) l’armatura, che è la struttura portante della membrana in quanto forma l’ossatura interna attorno alla quale si va a distribuire in modo omogeneo la mescola, realizzando un accoppiamento mirato al miglioramento delle caratteristiche meccanico - strutturali del prodotto finito.

4) la finitura della faccia inferiore, che va a diretto contatto con la superficie su cui si vuole stendere la membrana impermeabilizzante. Normalmente è costituita da un film termoplastico che, fuso a fiamma durante la messa in opera dei teli bituminosi, si ritrae scoprendo la mescola bitume polimero che funge da collante.

   

La tecnologia del bitume evolve logiche e comfort dell'abitare

Asfalto e Tecnologie

Quanto è importante un tetto? La domanda è forse banale ma l’articolazione della risposta non lo è affatto. Al tetto è affidato il compito di mantenere la stabilità strutturale della casa, è responsabile della protezione dagli agenti atmosferici, in particolare dall’acqua, sotto forma sia di pioggia che di neve, e deve garantire, per quanto gli compete, l’isolamento sia termico che acustico.
Non a caso la parola tetto è quella con cui si identifica la casa, ovvero quella parte essenziale che definisce il tutto.
Le caratteristiche che deve avere un buon tetto sono quindi molte. Gli si chiede di essere esteticamente armonioso, di proteggere da neve, vento, sole, e quindi dal caldo e dal freddo. Per questo in ambito tecnico la sua realizzazione è considerata un sistema, le cui parti essenziali sono il manto di copertura impermeabile, l’isolamento termico e la struttura portante.
Il tetto può essere poi, in base alla pendenza, a falde o piano; quest’ultimo è sempre più un vero e proprio spazio architettonico spesso praticabile e vissuto, ma la sua pendenza minima impone di incrementare l’attenzione, comunque e sempre indispensabile, a tecniche e soluzioni che garantiscano impermeabilità all’acqua, un parametro decisamente importante per garantire l’indispensabile comfort di un ambiente asciutto e vivibile, ed evitare inoltre che questa, infiltrandosi, danneggi le strutture portanti e riduca la stabilità dell’intera costruzione.

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