Articoli più letti
- Gli impianti d'asfalto
- Studia a scuola e impara dalla strada
- download
- Perchè buonasfalto.it
- La produzione del conglomerato bituminoso
- Sostenibilità, ciclo di vita e riutilizzi delle membrane bitume polimero
- Di sicuro la superficie stradale deve...
- Come è fatta la membrana bitume polimero
- L'asfalto offre più comfort
- Asfalto: ciò che consente risparmi economici, risparmia anche l'ambiente
Un confine, che segna anche la fine dell'asfalto
Vicenza e Trento, due province: l'una a statuto ordinario, l'altra a statuto autonomo. Per ovvi motivi possiedono grandi diversità, una di queste l'asfalto. Trento è al confronto un'oasi, il livello di manutenzione delle strade sfiora quasi la perfezione. Non vogliamo entrare nel merito del caso politico scoppiato al riguardo. Basti sapere che un consigliere vicentino ha immortalato in un report fotografico uno stato di fatto evidente: mentre a Trento in fatto di strade si procede sulla linea dello sviluppo, a Vicenza, come in molte regioni a statuto ordinario, gli enti locali faticano a gestire risorse sempre più scarse. Segnaliamo questo disagio che appartiene a quasi tutta l'Italia perché la situazione di stallo raggiunta ci sembra possa essere presa come emblema di un Paese che non solo non riesce a crescere, ma sembra autocondannarsi a regredire, visto che le strade sono indispensabili in qualsiasi società civile, per qualsiasi ripresa e per ogni tipo di sviluppo.
Occorre che i cittadini comprendano che la crisi del settore non riguarda solo imprenditori e addetti (e già sarebbe grave), ma la loro stessa sicurezza, i loro approvigionamenti, la loro libertà di movimento e non solo, addirittura il loro futuro. Le strade ci servono e rifarle, domani, ci costerà molto di più che mantenerle oggi e ci sarà possibile solo se le imprese del settore esisteranno ancora. Ma se il lavoro che ci sarebbe da fare ora sulle strade non si fa, chi le sa fare non ha già oggi più mercato. E quindi neanche futuro.
Una nota ancora, il prezzo del bitume ha raggiunto la stratosferica quotazione di 500€ alla tonnellata. Visto che ormai non si impiega quasi più, chi lo vende ha pensato bene di ridurre il mancato fatturato alzandone il prezzo.
Ma in questa ottica i problemi crescono ulteriormente per tutti, perfino per la Provincia di Trento, no? Vogliamo cominciare a preoccuparci seriamente e fare qualcosa?