Venerdì 21 Luglio 2017
   
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Asfalto e salute

Il bitume nella medicina

Per questo articolo ringraziamo il Prof. Giavarini che con la pubblicazione del suo libro "Civiltà d'asfalto" ci offre un'ampia panoramica su questo materiale che tanta parte ha avuto e ha nella vita dell'uomo.
Il bitume un preservante antisettico usato nella medicina. Sembra una notizia bizzarra eppure già gli egizi dopo il 1000 a.C. lo utilizzavano nel processo di mummificazione per riempire la cavità dei corpi e per impregnare le bende con cui venivano fasciati. Per gli assiri aveva molteplici proprietà: ottimo fumigante se mescolato con lo zolfo, sedativo per lo stomaco quando mescolato alla birra, balsamo e unguento per mani e piedi gonfi, lenitivo per gli occhi se mescolato all'olio di pesce e chiamato anche nafta curativa; Plinio probabilmente si riferisce allo stesso miscuglio quando afferma che il bitume di Babilonia era utilizzato per le cataratte, il leucoma e in genere come cura per gli occhi, oltre che per le macchie di lebbra, impetigine, prurigine, e come linimento per la gotta.
Galeno, medico greco vissuto nel II secolo d.C. e che fu anche medico di corte dell'Imperatore Marco Aurelio, prescriveva bitume per fumigazioni, unguenti e miscele da ingerire (una specie di moderne pillole). La farmacopea continuò a tenere il bitume in alta considerazione per tutto il medioevo e oltre.
Normale allora che il medico arabo Al Magor nel XII secolo lo introdusse per il trattamento di contusioni e ferite. A breve la seconda parte di questo articolo, dedicata alle proprietà medicinali curative esplorate dal medico Eirini d'Eyrinis che nel XVIII secolo scoprì e iniziò a sfruttare le famose miniere d'asfalto della Val Travers.

 

 

Gli insalubri: se li conosci smetti di temerli e li usi bene

Il Bitume è probabilmente la sostanza più “verde” tra quelle che si ottengono dal petrolio, solo che è nero, quindi viene facile vederlo “brutto, sporco” e quindi anche “cattivo”, mentre di “sua sorella” benzina, senz’altro più “raffinata e potente” fanno uso tutti lamentandosi solo del prezzo, ma seppur “volatile” lei non è mica angelica: l’inquinamento atmosferico urbano viene infatti soprattutto dai combustibili per riscaldamento, autotrazione, ecc.
Anche in questo caso come in molti altri è quindi soprattutto questione di percezione e pregiudizio da una parte e di logica dall’altra. Vi forniamo in tal senso un documento tutto sommato molto “divertente” e soprattutto istruttivo. Si tratta dell’elenco delle “Industrie insalubri”, che segnala alle autorità locali quali lavorazioni possono risultare inopportune o potenzialmente pericolose all’interno dei centri abitati. Vi stupirà trovare al suo interno  categorie di lavorazioni relative a: carni di suino e formaggi (li mangiamo!), o detergenti, acqua ossigenata e cosmetici (li usiamo quotidianamente e conserviamo nel bagno!), o lino, seta e altre fibre tessili (le indossiamo!). Oltre naturalmente al bitume su cui invece, e giustamente, camminiamo. Certo che il taleggio me lo mangio volentieri mentre il bitume no, ma leggere questo elenco aiuta a ridimensionare e meglio precisare paure spesso infondate.

   

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