Chi usa l'asfalto? Prima skateboard e mountain byke, poi auto, moto e pedoni

A sud, Puglia, Calabria e Sicilia, c’è un fiore che sa di bitume. Nasce da una pianta, la Psoralea bituminosa o bitumaria bituminosa, tipica dell’Arabia Saudita ma che cresce spontaneamente anche nell’area del mediterraneo. “Sorella” di una specie ornamentale profumata, ha foglie che, se stropicciate, emanano un caratteristico odore di bitume, derivato dalle tante ghiandole resinose che possiede. 
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Partiamo da un blog, si chiama Asfalto e sta per chiudere. Non è un blog contro o a favore di qualcosa, ma un blog oggettivo che parla di qualcosa, la strada, guardandola con gli occhi della gente che sull’asfalto vive e che sente la strada come propria dimora.
Questo modo diverso di pensare l’asfalto ci aiuta a sottolineare ancora una volta l’approccio di buonasfalto, “aperto” verso i tantissimi usi che le persone fanno della materia asfalto, non a caso definito "il carattere della città" nella XX Triennale di Milano - curata da Mirko Zardini - che per prima ha offerto, già nel 2003, “ ... una lettura trasversale delle trasformazioni urbane tramite la storia di un materiale tanto diffuso quanto invisibile”.
Ci piace quindi dedicare il primo articolo ad un materiale così “invisibile” e dimenticato dai cittadini normali, presi e indaffarati, cominciando da persone altrettanto “invisibili”: quei “senza fissa dimora” che pure condividono con noi lo spazio urbano costretti a farne, di fatto, la loro casa.
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Lo spunto ci è venuto dallo scoprire, in rete, l’esistenza di un blog che si chiama Asfalto, autodefinito “il blog delle persone senza dimora”, e prodotto dalla cooperativa bolognese La Strada (altra significativa coincidenza) come utile prodotto finale di attività e corsi di informatica dedicati a ex tossicodipendenti e disagiati, frequentatori del “centro diurno” di via Del Porto, a Bologna, con l’obiettivo di favorire anche il loro reinserimento lavorativo e sociale. Chi fosse interessato a maggiori informazioni su questa iniziativa, può trovarle suhttp://viadelporto.splinder.com/.
Nato nel 2006, Asfalto è stato il primo blog italiano con una redazione di strada. Con oltre 70 membri, centinaia di argomenti letti e discussi in oltre 125 mila contatti totali Asfalto ha “cercato di raccontare la strada e i margini della condizione umana”, anche per cercare di facilitare comunicazione e reciproco rispetto/comprensione tra i “diversi” utilizzatori delle strade cittadine, che a buonasfalto piace raccontare anche come “ruote” diverse su uno stesso asfalto: quelle delle auto o dei passeggini dei bimbi da una parte, e quelle dei carrelli da supermercato pieni di cartoni e qualche “fortunosa” coperta dall’altra.
Come si potrà notare dallo scatto che riportiamo, il mancato rinnovo dei finanziamenti all’iniziativa ha portato volontari e promotori, nel settembre 2010, a mettere provocatoriamente “in vendita” su e-bay per 15.000 euro questo blog, che era riuscito anche ad offrire know-how, metodi, obiettivi, colleghi e orari a chi sulle strade si trova, altrimenti, fin troppo libero e troppo solo.
Ci è sembrato pertanto giusto, proprio per la funzione di collegamento che buonasfalto svolge tra chi lavora con il bitume e tutti coloro che ne usano i risultati, segnalare al pubblico e alle imprese del settore questa storia, che potrebbe anche trasformarsi in una buona idea per una iniziativa di PR dall’indiscutibile valore etico e per di più straordinariamente in tema con un settore che sa fare strade confortevoli ma certamente non per dormirvi, quanto per andare, tutti, più avanti.
La strada nell’arte e l’arte della strada
Le strade muovono le storie delle persone, sono elemento connettivo del nostro ambiente quotidiano, portano con sé le tracce della moltitudine che vi scorre sopra. La strada è da sempre luogo di creazione poetica, spazio scenico della rappresentazione e dell’espressione: il teatro, la pittura nelle sue diverse forme, la poesia, la fotografia, il cinema sono passate e passano dalla strada….
Il motto “Studia a scuola e impara dalla strada”, pronunciato in un celebre film degli anni ’90 (Bronx di Robert De Niro), consegna alla strada la sua capacità di “inventare il quotidiano” attraverso la cultura che proviene dal basso, profondamente attaccata al suo palcoscenico profano, libera di proporre nuovi significati; anche quando il tema proposto è sacro, come fa il disegnatore di Madonne sull’asfalto, artista che fin dal Medioevo racconta, di villaggio in villaggio, la religione attraverso le immagini e, come il cantastorie, vive del denaro che gli lasciano i passanti.
Secondo la rivista "Nature" (n° 380, pg. 336, 1996) i primi impieghi del bitume da parte dell'uomo risalirebbero addirittura al medio paleolitico, ovvero a circa 42.000 anni addietro.Pagina 3 di 3
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