Giovedì 23 Febbraio 2012
   
Text Size

Asfalto e

Questa sezione è dedicata a tutto ciò che è attinente al mondo dell'asfalto, spesso in modo sorprendente. Qui infatti convergono notizie curiose, a volte un pò "scomode", altre volte apparentemente lontane dall'oggetto in questione. A questa parte del sito Buonasfalto è affidata una dimensione più esplorativa, all'interno della quale speriamo possiate trovare spunti di riflessione sulla superficie della contemporaneità. 

Le miniere della majella

Asfalto e Cultura

Silvestro Petrini è colui al quale si deve la scoperta di alcune miniere d'asfalto nelle contrade Manopello e San Valentino. Siamo in Abruzzo, precisamente nel versante oreintale della Majella, ricco di rocce asfaltiche già sfruttate in epoca Romana.

 

Nel 1844 Petrini impianta una piccola industria dove si estrae bitume e lo si raffina fino a trasformarlo in petrolio. Imprigionato dal governo borbonico, potrà riprendere la sua attività solo dopo l'Unità d'Italia. Il figlio Ruggero progetta e dirige l'impianto presso la borgata Scafa di San Valentino, fortemente voluto dalla fondazione Anglo-Italian Mineral Oil and Bitumen Company costituitasi nel 1837 a Londra.

Usando forni da lui progettati Ruggero Petrini estrae il bitume dalla roccia, impiegando come combustibile il minerale stesso e fa acquistare altre miniere alla società. Nel 1889 L'ingegnere Adolfo Reh mette gli occhi sulle miniere abruzzesi e, dopo aver testato la qualità dell'asfalto della Majella in una pavimentazione di Berlino, acquista tutte le concessioni minerarie in loco. Solo dopo la prima guerra mondiale, L'Italia si riappropierà delle società minerarie, costituendo la SAMA (Società Abruzzese Miniere Asfalti) con azionisiti in maggioranza abruzzesi.

 

 

Il bitume oggi nell'arte

Asfalto e Arte

Paolo Picozza, Claudio Fazzini e Luigi Russo Papotto: tre artisti che fanno dell'uso del bitume un segno di identità artistica

carte._paolo_Picozza

Paolo Picozza, Carte

L'artista Paolo Picozza, purtroppo scomparso da oltre un anno, lo usava come sostanza primaria e base ideale della sua pittura. Per la sua capacità di creare volumi netti e masse ben definite, il bitume è nelle sue opere il protagonista assoluto della scena rappresentata. Attualmente in corso alla Galleria al ferro di Cavallo a Roma una personale dell'artista dove è possibile ammirare sia opere del primo periodo ma anche la produzione più recente.

anatomia

Claudio Fazzini, Anatomia dell'assenza

Claudio Fazzini invece crea in maniera “decostruttiva”. Prima compone la figura poi la ricopre con il bitume per “seppellirla”. Infine rimuove alcuni strati pittorici attraverso l'utilizzo di acidi. L'immagine dunque affiora solo dopo un processo di “scavo”.

 papotto

Luigi Russo Papotto, Trittico 2009

Luigi Russo Papotto, artista scultore di origini siciliane, nel 2009 nella sua mostra intitolata Bitumi e Ossimori - ha esposto una serie di lavori in cui l’utilizzo del bitume si spinge oltre la scultura in senso lato dove il nero del bitume è segno e non colore.

 

   

Unguenti...

Asfalto e Cultura

Come dicevamo nel precedente articolo, nel 1721 il medico Eirini d'Eyrinis scrisse il saggio Dissertation sur l'asphalte ou ciment natural nel quale venivano ampiamente trattate le proprietà medicinali curative, antiparassitarie, disinfettanti dell'asfalto e dell'olio da esso ricavato. Congelamenti, scabbia, vaiolo ovino, ulcere, punture, tagli, abrasioni delle zampe dei cavalli: insomma, infinite patologie potevano essere in parte trattate con il bitume. Tanto che gli abitanti delle valli tedesche limitrofe alla Val Travers continuarono per molto tempo ad utilizzare l'olio estratto dalle rocce per preparare unguenti, frizioni antireumatiche e altre cure. Anche se in verità una grande efficacia dei medicinali prodotti nel laboratorio di Eirini non è mai stata dimostrata. Il bitume è senz'altro un ottimo materiale da costruzione per le sue ottime proprietà reologiche, la sua stabilità, la sua inerzia, l'assenza di tossicità. Decisamente più ristretto il suo interesse farmacologico poiché l'unico prodotto di largo uso ricavato dal bitume è l'ittiolo, antifiammatorio per acne e psoriasi.
   

E prosciutti!

Asfalto e Cultura

Rimaniamo sempre nella Val Travers dove da ormai 80 anni si segue la consolidata tradizione di cuocere il prosciutto nell'asfalto. Ecco perchè ancora oggi al Cafè Des Mines di Treves è possibile gustare un particolare menù a base di prosciutto che è appunto cotto nell'asfalto. E 3500 kili di prosciutto sono quelli che ogni anno vengono venduti e preparati. Un tempo erano gli stessi minatori in occasione della festa di Santa Barbara il 4 novembre a cuocerli, utilizzando le stesse caldaie impiegate per la fusione della roccia asfaltica. Oggi il sistema di cottura e preparazione è più moderno ma si basa sullo stesso principio e segue le stesse regole di imballaggio: il prosciutto viene legato e avvolto con vari strati di carta da macellaio e sacchi. Procedura che permette la formazione – in fase di cottura – all'esterno di uno strato di carta impregnata di bitume, all'interno di un sugo che contiene tutti gli aromi rilasciati dalla carne. Una volta che il prosciutto si è raffreddato, si apre l'involucro con cura, la carne viene affettata e poi riscaldata con il sugo che le conferisce un tipico sapore aromatico.
   

Il bitume nella medicina

Asfalto e salute

Per questo articolo ringraziamo il Prof. Giavarini che con la pubblicazione del suo libro "Civiltà d'asfalto" ci offre un'ampia panoramica su questo materiale che tanta parte ha avuto e ha nella vita dell'uomo.
Il bitume un preservante antisettico usato nella medicina. Sembra una notizia bizzarra eppure già gli egizi dopo il 1000 a.C. lo utilizzavano nel processo di mummificazione per riempire la cavità dei corpi e per impregnare le bende con cui venivano fasciati. Per gli assiri aveva molteplici proprietà: ottimo fumigante se mescolato con lo zolfo, sedativo per lo stomaco quando mescolato alla birra, balsamo e unguento per mani e piedi gonfi, lenitivo per gli occhi se mescolato all'olio di pesce e chiamato anche nafta curativa; Plinio probabilmente si riferisce allo stesso miscuglio quando afferma che il bitume di Babilonia era utilizzato per le cataratte, il leucoma e in genere come cura per gli occhi, oltre che per le macchie di lebbra, impetigine, prurigine, e come linimento per la gotta.
Galeno, medico greco vissuto nel II secolo d.C. e che fu anche medico di corte dell'Imperatore Marco Aurelio, prescriveva bitume per fumigazioni, unguenti e miscele da ingerire (una specie di moderne pillole). La farmacopea continuò a tenere il bitume in alta considerazione per tutto il medioevo e oltre.
Normale allora che il medico arabo Al Magor nel XII secolo lo introdusse per il trattamento di contusioni e ferite. A breve la seconda parte di questo articolo, dedicata alle proprietà medicinali curative esplorate dal medico Eirini d'Eyrinis che nel XVIII secolo scoprì e iniziò a sfruttare le famose miniere d'asfalto della Val Travers.

 

   

Pagina 1 di 5


Logo buonasfalto ©2011 Buonasfalto.it il sito dell'asfalto, la tecnologia su cui cammini.
SITEB Associazione Italiana Bitume Asfalto Strade Via G. A. Guattani n. 24 00161 – ROMA - C.F. 97008260586
Buonasfalto.it è un'idea SITEBLogo Siteb