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Come l'asfalto sa ridurre le sue emissioni di CO2

Le temperature delle lavorazioni
Il bitume e l'asfalto si possono applicare con tecniche a caldo, tiepide, a freddo. Occorre comunque considerare che la lavorazione del conglomerato bituminoso caldo comporta temperature massime attorno ai 170° C, quindi con consumi ed emissioni già molto inferiori a quelli di molti altri settori produttivi; per la produzione del cemento, ad esempio, si devono raggiungere i 1300° C, quindi con consumi energetici e corrispondenti emissioni di CO2 molte volte superiori.
Sono invece sostanzialmente a freddo e spesso con spessori di stesa ridotti, anche fino a pochi millimetri, gran parte delle lavorazioni realizzate con emulsioni bituminose.
Tra il caldo e il freddo c’è poi in mezzo il tiepido!
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L’asfalto tiepido è la terza via, quella che già oggi rappresenta un primo passo avanti verso un futuro ancor più sostenibile. La tecnologia “tiepida” consente infatti di produrre lo stesso tipo di materiale (il conglomerato bituminoso) utilizzando le stesse macchine ma con temperature decisamente più basse. I vantaggi sono notevoli:
Riduzione delle temperature fino 50 – 60 °C
Riduzione del consumo energetico del 30 – 40%
Praticamente nulla l’emissione di fumi e odori
Condizioni di lavoro decisamente migliori per gli operatori alla stesa
Esistono numerose tecniche per produrre asfalti tiepidi ma possono essere ricondotte sostanzialmente a 2 modalità:
- Introdurre fluidificanti nel bitume (cere paraffiniche, acidi esteri, ecc), rendendolo così comunque lavorabile anche a 120 -130 °C.
- Trasformare il bitume in “schiuma” (mediante “zeoliti”, sabbia bagnata), o trasformare in schiuma una porzione del bitume necessario (tecnica dei 2 leganti). Si abbatte così la temperatura del bitume e di conseguenza anche quella dell’inerte.
Esiste anche una terza modalità che consiste nel produrre conglomerato utilizzando, nell’impianto tradizionale, l’emulsione bituminosa (bitume sciolto in acqua) in sostituzione integrale del bitume caldo. Questa tecnica è nota con il suggestivo nome di “asfalto semi-caliente”, è di origine spagnola ed è certamente, tra gli asfalti tiepidi, quella che realizza il più alto risparmio energetico (conglomerato a temperatura di 80 – 90° C contro i 150-160° C).
Tra il caldo e il freddo c’è poi in mezzo il tiepido!
L’asfalto tiepido è la terza via, quella che già oggi rappresenta un primo passo avanti verso un futuro ancor più sostenibile. La tecnologia “tiepida” consente infatti di produrre lo stesso tipo di materiale (il conglomerato bituminoso) utilizzando le stesse macchine ma con temperature decisamente più basse. I vantaggi sono notevoli: riduzione delle temperature fino 50 – 60 °C; riduzione del consumo energetico del 30 – 40%; praticamente nulla l’emissione di fumi e odori; condizioni di lavoro decisamente migliori per gli operatori alla stesa.
Esistono numerose tecniche per produrre asfalti tiepidi ma possono essere ricondotte sostanzialmente a 2 modalità:
-Introdurre fluidificanti nel bitume (cere paraffiniche, acidi esteri, ecc), rendendolo così comunque lavorabile anche a 120 -130 °C.
-Trasformare il bitume in “schiuma” (mediante “zeoliti”, sabbia bagnata), o trasformare in schiuma una porzione del bitume necessario (tecnica dei 2 leganti).
Si abbatte così la temperatura del bitume e di conseguenza anche quella dell’inerte. Esiste anche una terza modalità che consiste nel produrre conglomerato utilizzando, nell’impianto tradizionale, l’emulsione bituminosa (bitume sciolto in acqua) in sostituzione integrale del bitume caldo. Questa tecnica è nota con il suggestivo nome di “asfalto semi-caliente”, è di origine spagnola ed è certamente, tra gli asfalti tiepidi, quella che realizza il più alto risparmio energetico (conglomerato a temperatura di 80 – 90° C contro i 150-160° C).
