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Cosa fa l'asfalto per l'ambiente
Il bitume "verde"? Per sua natura, tradizione e tecnologie, si!
Sull'attenzione all'ambiente, fino ad un decennio fa, era assai diffuso un atteggiamento scettico e di sufficienza, quasi questa fosse una sorta di lusso superfluo, una idea "di moda" seguita da chi non aveva cose più serie e concrete di cui occuparsi. Per fortuna questo atteggiamento è oggi radicalmente mutato, e si è anche concretizzato in norme, prescrizioni e precisi divieti a favore dell’equilibrio ambientale. Ma tutto questo, purtroppo, solo a fronte di danni sempre più visibili e concreti, come le importanti trasformazioni climatiche che osserviamo e subiamo. Sarebbe stato meglio fare qualcosa prima di toccare con mano le conseguenze dei nostri errori e scottarsi.
L'asfalto ha in questo senso avuto comportamenti virtuosi e anticipato i tempi, perché nel suo settore la ricerca di tecnologie nuove e più sostenibili, di minore impatto ambientale, vanta già decine di anni di storia e di applicazioni concrete.
Cosa può fare l'asfalto per l'ambiente?
Moltissime cose, quelle stesse che in teoria dovrebbe fare ogni settore produttivo:
- consumare meno ambiente: meno pietra e inerti, meno combustibili, bitumi, ecc.
- impiegare materie prime secondarie ed essere esso stesso interamente riciclabile;
- essere realizzato con meno energie e ridotte emissioni di CO2, durare di più;- non inquinare l'ambiente con sostanze, rumori, ecc.
- migliorare il proprio inserimento ambientale.
Tutte cose che l'asfalto ha imparato e dimostrato di sapere fare. Anche se l'aspetto nero del bitume può farlo vedere "brutto, sporco e cattivo" (capitava anche ai gatti neri) rispetto a derivati del petrolio più "raffinati, nuovi, ricchi e potenti" come la benzina, è invece probabilmente vero che il bitume è "verde": come una materia prima da sempre reperibile in natura, innocua e utilmente impiegata dall'uomo fin dall'antichità come impermeabilizzante per cisterne di acqua potabile, tetti, barche, ecc. e che l'asfalto è una tecnologia che l'uomo ha saputo rendere assai più sostenibile di altre.
Sostenibilità, ciclo di vita e riutilizzi delle membrane bitume polimero
Il bitume possiede delle caratteristiche che lo rendono il materiale ideale per l’impermeabilizzazione: idrorepellente e flessibile, oltre ad avere un’ottima aderenza naturale, non assorbe acqua e può sopportare movimenti strutturali. E’ poi in grado di mantenere queste proprietà per un lungo periodo contribuendo in modo significativo alla durata della struttura e alla sua longevità. In questo senso, la sua sostenibilità è direttamente riconducibile al piano economico. La durata di vita e il mantenimento delle prestazioni delle membrane sono infatti comprovate per un periodo che in funzione della stratigrafia può arrivare a trent’anni passati i quali, applicando sull’esistente un nuovo strato di membrane, è possibile prolungare la vita in opera del sistema sino a novant’anni. Questa operazione presenta un duplice vantaggio: la maggiore durata di vita di tutto il sistema e il potenziamento della performance impermeabilizzante della copertura. Ma il bitume possiede solo una sostenibilità economica?
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Consumare meno materia e ambiente
Asfalto: interamente riciclabile

Un grande vantaggio ambientale dell’asfalto rispetto ad altri materiali da costruzione è costituito dal fatto che esso è “totalmente riciclabile” e può essere reimpiegato più volte nello stesso manufatto. Solo il ferro e il vetro, tra i materiali da costruzione, possono essere recuperati e ritrasformati ancora negli stessi prodotti di partenza ma richiedono comunque una forte organizzazione e un maggior dispendio energetico (pensate alla raccolta differenziata e alla fusione ad alta temperatura nelle acciaierie e nelle vetrerie). L’asfalto è molto più semplice! Una volta fresato e asportato dalla vecchia strada da aziende in possesso di regolare autorizzazione, può essere avviato all’impianto produttivo e qui, parzialmente riscaldato e integrato con inerti vergini e un po’ di nuovo legante, torna ad essere esattamente ciò che era prima e ciò che serve: un nuovo “conglomerato bituminoso” pronto all’uso.
Fare strada attraverso il recupero di materiali alternativi
Negli ultimi anni la ricerca ha fatto enormi passi in questa direzione e l'asfalto è diventato un possibile mezzo per smaltire materiali di scarto di molte lavorazioni industriali. Attenzione però, la strada è tollerante, ma non sopporta tutto! Inoltre non deve essere considerata la pattumiera della civiltà industriale! Tra i materiali alternativi che trovano un certo tipo di utilizzo nell'asfalto ci sono certamente le scorie d'alto forno. Esistono diversi tipi di scoria in relazione ai processi di fonderia e tutte vanno preventivamente preparate per l'uso. Quando sono trattate e rese stabili, queste scorie sono piuttosto dure e possono essere utilizzate per confezionare conglomerati bituminosi. Nell'asfalto possono essere riciclati in qualche misura anche gli scarti delle membrane bituminose, le ceneri volanti di carbone, i pneumatici fuori uso triturati e, per applicazioni molto speciali, anche piccole percentuali di vetri e specchi.
Come l'asfalto sa ridurre le sue emissioni di CO2

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L'inserimento nell'ambiente. La strada giusta lo valorizza!
Dalle strade a basso impatto ambientale, a quelle ad inserimento migliorato

Dove l'ambiente naturale è un patrimonio, può essere ritenuto inopportuno o sbagliato portarvi le strade, l’uomo, la sua economia ed il conseguente inquinamento.
È comunque bene considerare che un ambiente poco frequentato è anche poco tutelato ed è quindi più facile intervenirvi in modo abusivo e dannoso o scaricarvi rifiuti e addirittura veleni. Quando invece una buona strada porta un turismo consapevole, le piccole imprese ricettive che vivono grazie alle qualità naturali del territorio, hanno ogni interesse a difenderne e tutelarne i valori ambientali. Vediamo quindi come le strade possono migliorare la mobilità nell'ambiente senza danneggiarlo.
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il rumore, l'inquinamento acustico
Il traffico veicolare produce rumore. Se la velocità dei veicoli in transito supera i 50 km/h, la sorgente primaria del rumore che avvertiamo è prodotto dall’attrito tra asfalto e pneumatico. Per ridurre il rumore del traffico nell’ambiente, normalmente si ricorre a pannelli e barriere antirumore posizionati ai lati della strada, ma anche i pneumatici con speciale scolpitura danno un discreto contributo. Ma si può intervenire efficacemente anche sulla superficie stradale, con asfalti fono-assorbenti, una innovazione della tecnologia dei conglomerati bituminosi.
